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Dopo l'ennesimo
presunto "omocidio", consumatosi nel week end a Latina e dopo
l'ennesimo titolo sbagliato apparso sul quotidiano "Il Tempo" di
Roma, Daniele Priori inoltra una lettera di protesta al direttore
del quotidiano Gaetano Pedullà.
Roma, 7 Agosto 2006
Alla Cortese Attenzione
Dottor GAETANO PEDULLA'
Egregio Direttore;
Le scrivo la presente in relazione all'ennesimo presunto "omo-cidio"
consumatosi a Latina di cui il Suo quotidiano ha dato ampiamente
notizia nell'edizione di sabato 5 agosto 2006 a pagina 10.
Mentre la comunità gay insiste nel "fare cultura" (sono numerose,
infatti, anche le pubblicazioni a tema che nel tempo hanno trattato
la triste scie di omicidi a sfondo omosessuale), la stampa, dagli
Anni '70 a oggi, insiste nel prendere abbagli lessicali.
Non me ne vorrà, quindi, direttore, se mi permetto di segnalarle che
l'occhiello dell'apertura di pagina 10 della suddetta edizione in
cui si parla di un "delitto tra omosessuali" potrebbe essere
sbagliato e offensivo di una intera comunità che, da certe
evenienze, tenta per lo più di tutelarsi, come detto, ormai da anni.
Onde evitare che, come già accaduto, un "delitto tra omosessuali",
stando a quanto si legge su "Il Tempo" di ieri, torni ad essere, "un
delitto consumatosi negli squallidi ambienti omosessuali", come
avevamo già precedentemente letto altrove (con la speranza di averlo
archiviato) in anni e decenni passati, sarebbe opportuno in casi
simili limitarsi a fare ipotesi, attenendosi semmai al limite
invalicabile delle voci di paese, parlando, in relazione al povero
commerciante ucciso, di un "presunto omosessuale" e non andando a
tracciare paesaggi loschi, brulli e brutali fatti di incontri
occasionali, violenze, sangue e morti da addebbitare a cuor leggero
agli omosessuali. Fortunatamente non è questo il mondo che i gay di
oggi hanno costruito attorno a loro. E la nostra lotta per i
diritti, è così dagli anni '70, parte anche dall'evitare queste
piccole ma scabrose assimilazioni. Non saremo noi, infatti, a
insegnare a Lei i segreti delle tecniche e i mille effetti che una
parola anziché un'altra può causare tra i lettori di un giornale.
Sperando di aver trasmesso il pensiero mio e di quell'ambiente
omosessuale, gay, cui diamo vita con le nostre voci, porgo a Lei e
alla Sua redazione i saluti più cordiali. Con l'aggiunta doverosa e
pietosa delle più sentite condoglianze alla signora Elisa Gioia in
Giangrasso, madre della vittima di Latina che continuiamo a
piangere.
Daniele Priori
Vicepresidente GayLib |