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Il Corriere della Sera, 8 ago 07:
DON GELMINI E I CAPRI ESPIATORI, I GAY DI DESTRA: “L’ABUSO E’ UN REATO, L’OMOSESSUALITA’ UNA CONDIZIONE NATURALE. ESIGIAMO DELLE SCUSE’”
di DANIELE PRIORI
Caro Direttore;
Stando a quanto riportato dal “Corriere” di domenica 5 agosto 2007, don Pierino Gelmini, indagato per abusi sessuali su alcuni giovani passati per la sua comunità, stizzito, dopo aver attaccato i giudici, le lobbies ebraiche anticlericali divenute poi (pardòn) solo massoniche, con sprezzo e preso da una foga (anche abbastanza scurrile) si è chiesto e ha chiesto ai cronisti suoi interlocutori: “Mi accusano di violenza sessuale. Ma che ci hanno presto tutti per froci???” Allusione volgare caduta nel silenzio. Tanto sparare sui gay è sempre possibile e a basso impatto. La comunità gay, infatti, sia pure accomunata in molta sorte a quella ebraica, non dispone ancora dei mezzi e della credibilità necessari. anche e soprattutto nei momenti storici come l’attuale parentesi italiana in cui da poteri forti, come quello ecclesiastico, viene messa in atto una campagna dura nei toni e da cui possono originare, ahinoi, anche attacchi scriteriati come sono stati quelli di don Gelmini alle comunità ebrea e gay. Accodandoci così alla sacrosanta protesta contro l’improvvida uscita antiebraica, in merito alla quale abbiamo apprezzato e condiviso l’editoriale firmato da Pigi Battista sul “Corriere” del 6 agosto scorso, sommessamente ma doverosamente chiediamo che don Gelmini si scusi formalmente con la comunità gay surrettiziamente tirata in ballo. Che compia verso la comunità gay la stessa marcia indietro servita per pararsi dalla “contraerea filoebraica”. Essì che sui media espressione della comunità gay italiana (Babilonia,Gay.it, Gay.tv) il dibattito sul caso Gelmini è stato fino ad oggi sereno e rispettoso dell’operato del prete-coraggio. Anzi, di più. E’ scattata una giusta indignazione quando qualcuno, con eccesso di furore ideologico-forcaiolo, ha titolato “Sotto accusa il prete della destra”. GayLib in particolare, che rappresento, nei suoi spazi di dibattito, si è spesa in difesa di don Gelmini. Siamo, infatti, perfettamente consapevoli di quanto possa essere irta la strada di chi decide di combattere un business mortale e miliardario com’è quello della droga. Per questo applichiamo tutta la cautela occorrente. Nello stesso tempo, però, crediamo sia nostro obbligo distinguere l’abuso sessuale dall’omosessualità. Ovvero: un reato grave sanzionato dal Codice Penale italiano all’opposto di una condizione naturale per cui tantissime persone, da decenni, stanno lavorando affinché sempre di più possa uscire dal buio dei facili sospetti, per approdare invece alla luce serena e chiara della normale quotidianità, fatta di affetti, gioie, dolori, vita, insomma. Non più stanze semioscure e atmosfere di violenza che non ci appartengono. Non accetteremo oltre, insomma, di essere tirati nel mucchio come abituali ed innocui capri espiatori. Ci tengo, quindi, concludendo, che sia sottolineato un particolare. A firmare questa richiesta di scuse, a nome della comunità gay italiana, sono i gay di destra. Della stessa parte politica di cui don Gelmini è stato accreditato come amico. Con i migliori auguri, a lui, per una conclusione rapida di una storia troppo brutta per essere vera. |