Dal Secolo d’Italia – Mercoledì 21 Ottobre
2009
CHIAMATA PER L’ITALIA: ORA I DIRITTI
Il no alla legge sull’omofobia si è
consumato in un clima da caccia alle
streghe.
Ma così ci allontaniamo dall’Europa
di Daniele Priori
E’ giunta l’ora che il Popolo della Libertà
affronti fino in fondo la questione dei
diritti civili e della lotta all’omofobia.
E’ tempo che una delle principali formazioni
dello schieramento popolare del Parlamento
Europeo si metta davvero al passo con i
tempi, gli argomenti e i metodi di
affrontarli che la grande famiglia del Ppe e
i suoi rappresentanti utilizzano coralmente
in tutto il Vecchio Continente.
E’ bene, insomma, per non allontanarci
ulteriormente dalle nazioni e dai partiti
nostri partner in Europa che il Popolo della
Libertà prenda una posizione chiara, decisa
e netta nella direzione della tutela dei
diritti individuali e di coppia delle
persone omoaffettive.
Ciò risulta una volta di più urgente, in
particolare dopo la pessima figura rimediata
nel pantano parlamentare da entrambi gli
schieramenti, con il Pd che, in particolare,
venendo meno all’accordo di riportare in
commissione la proposta Concia contro
l’omofobia, ha fatto sì che si arrivasse a
un suicida muro contro muro che gli
omosessuali di tutte le appartenenze
politiche hanno percepito come un gioco al
massacro sulla loro pelle.
Bene ha fatto, in questo senso, il ministro
delle Pari Opportunità, Mara Carfagna,
reduce da un recentissimo e cordiale
incontro con i principali rappresentanti del
mondo gay e trans, a prendere immediatamente
sulle proprie spalle quelle vite ferite da
un’omofobia proditoriamente e ruvidamente
penetrata fin nelle aule del Parlamento.
Eminenti rappresentanti della Camera dei
Deputati, dall’uddiccino Volontè al
tradizionalista pidiellino, Renato Farina,
hanno vergato articoli lontani da ogni idea
di informazione corretta, lontani anzitutto
da un pronunciamento scientifico, quello
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità,
che il 17 maggio del 1990 derubricava
definitivamente l’omosessualità dalla lista
delle malattie mentali e, compiutamente, si
cominciava a parlare di “orientamento
sessuale”, locuzione che si ritrova nel
diritto degli Stati Uniti e in quelli di
moltissime nazioni dell’Unione Europea. Di
più: parla di “tendenze sessuali”, un
sinonimo della parola orientamento, la Carta
dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea
all’articolo 21, dedicato specificamente
alla non discriminazione.
Niente da fare, ai neo-conservatori del PdL
e ai cattoconservatori dell’Udc non basta.
Alla vigilia di un voto svoltosi in un clima
da caccia alle streghe, dove le streghe
erano però gli omosessuali, appellati
pubblicamente, persino di fronte alle
telecamere, come “congrega di sodomiti” o
“pubblici deretani”, per non dire
dell’odiosa e voluta confusione sulla quale
artatamente gli stessi personaggi continuano
a insistere, puntando sempre dritto alla
pancia dell’opinione pubblica meno istruita.
Per questi conservatori dell’ignoranza,
infatti, omosessualità, pedofilia e incesto,
non sono poi così dissimili.
A tal proposito proprio il deputato PdL
Renato Farina, editorialista de “Il
Giornale”, alla vigilia del voto sulla
proposta di legge antiomofobia, sul suo
quotidiano si chiedeva candido:
“L’aggravante vale anche per chi ha
orientamento di tipo pedofilo? In fondo è un
orientamento sessuale”. Per poi aggiungere,
in chiusura di pezzo: “A lume di buon senso,
quanto al danno sociale, siamo sicuri che
sia più grave uccidere un omosessuale single
che un padre di famiglia?”
Una trovata che, indubbiamente, in caso di
sovrappopolazione, potrebbe interessare,
chessò, il presidente iraniano Ahmadinejad.
Fuor d’ironia, è evidente che lo scontro è
frontale e trasversale. Anche perché, come è
noto, proprio nel Pd, partito d’appartenenza
di Anna Paola Concia, prima firmataria del
testo antiomofobia, convivono quest’ultima,
unica parlamentare gay dichiarata, e il
medico integralista cattolico, Paola Binetti.
Paola Concia all’indomani della bocciatura
del suo testo ha sintetizzato l’impossibile
convivenza in un tuttora irrisolto aut aut:
o me o lei.
Nel PdL, invece, che libidinosamente, per i
titoli e i lettori di Repubblica è passato
come un fronte unitario di infarinati
omofobi,è tempo che i numerosi libertari che
hanno convintamente preso parte al progetto
politico unitario di centrodestra,
contribuiscano ad aprire un confronto
divenuto urgente, non sul riduttivo e a
tratti insignificante tema dell’omofobia ma
su quello più ampio dei diritti civili a 360
gradi. Lo facciano a fianco a realtà di base
nuove ma non poco feconde come le
associazioni GayLib e Libertiamo, la
fondazione FareFuturo, oltre alle componenti
laiche quali sono i socialisti e i liberali
doc, senza contare l’infinita costellazione
di blogger sui quali proprio il PdL ha
fondato numerosi successi.
Anche le donne, assieme agli omosessuali, se
ne gioverebbero non poco.
L’Unione Europea, probabilmente, cesserebbe
di fare multe all’Italia, pagate ovviamente
con i soldi della collettività.
E’ bene ricordare, infatti, che la prima
risoluzione del Parlamento Europeo sulle
pari opportunità delle persone omosessuali
risale al 3 febbraio 1994, mentre, proprio
tornando sul tema dell’omofobia, sempre
l’Unione Europea, alla fine del 2000
emetteva una direttiva che interveniva
proprio a tutela di chi è a rischio
discriminazione in ambito lavorativo.
E’interessante sapere che l’Italia ha
violato, proprio nei confronti dei cittadini
gay, i veri fantasmi sociali del BelPaese,
persino questa risoluzione e perciò, nel
dicembre 2007, è stata richiamata
all’osservanza.
In due anni la situazione in Italia, come è
noto, è tuttaltro che migliorata. Anzi.
Forse per la maggiore consapevolezza e il
minor timore a denunciare da parte degli
stessi gay o forse per una recrudescenza di
violenza contro le diversità, i casi di
persone picchiate o addirittura accoltellate
per la loro condizione, sono aumentati
vertiginosamente. Segnali evidenti della
necessità di una legge, esigenza ravvisata
anche dall’Onu, nella persona dell’Alto
Commissario per i diritti umani, Navi Pillay
che pochi giorni orsono dichiarava:
“Affossare la legge contro l’omofobia è
stato un passo indietro per l’Italia. Per
loro è necessaria una piena protezione.
L’omosessualità e gli omosessuali vengono
criminalizzati in alcuni Paesi” ha detto
ancora il commissario Onu. “I gruppi
minoritari, e tra loro gli omosessuali –
proseguiva Pillay - sono soggetti non solo a
violenza, ma a discriminazioni in diversi
aspetti della loro vita”.
Il PdL, dunque, aprendo un confronto serio
sul tema dei diritti civili dovrebbe infine
ripensare a Indro Montanelli, l’anarcolibertario
e maestro di pensiero per diverse
generazioni della destra nostrana. Il
Cilindro del giornalismo italiano, arcinoto
per i suoi ficcanti e quotidiani trafiletti
controcorrente, rivelava chiaramente la sua
natura che è quella di chi ama “stare con le
minoranze, a prescindere dai motivi. Perché
le minoranze hanno sempre delle ragioni da
far valere contro le maggioranze che, a
lasciarle fare, diventano sempre
oppressive.” Due righe e mezzo per spiegare,
ai suoi contemporanei, il vero segreto della
parola democrazia. Era il 1977. Sembra oggi.