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COPPIE DI FATTO, RIDICOLO PARLARNE CON PAURA

 

 

dal Secolo d’Italia – 14 Dicembre 2006

 

C’è una destra che guarda avanti, senza paura. Che spende il suo tempo, il suo coraggio, il suo ragionare e agire in favore della tanto attesa rivoluzione liberale. Ebbene, questa nuova destra italiana è proprio quella che ha in mente il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini.

Ora che non ci sono più steccati né esami da superare e che, paradossalmente ma non troppo, una nuova stagione di opposizione garantisce tutte le possibilità di calarsi in un dibattito franco, l’ex vicepremier ha deciso di giocare le sue carte al meglio.

A dargli, senza ironia, il destro c’è stato il rincorrersi di eventi e le  paure che hanno avvolto la sinistra negli ultimi giorni, quelli durante i quali proprio le coppie di fatto e i diritti civili che ancora mancano a troppi cittadini italiani, sono diventati argomento di dibattito serio e stringente.

Si discute di libertà individuali alle quali la maggioranza del Paese è favorevole. Ci sono al tempo stesso da tutelare identità e valori. Tutto, però, nel solco di un ammodernamento sociale che da un lato non aspetta ma neppure può essere messo alla mercé dei relativisti e confusi, cultori del pensiero debole della sinistra. Questo è lo spiraglio verso il quale anche l’Italia si dirige. La porta è ancora socchiusa ma prima o poi si aprirà. Gianfranco Fini l’ha capito da tempo e, puntando proprio su tutti questi elementi che nell’ultima campagna elettorale ha sintetizzato nello slogan Voglia di destra, si è piazzato in attesa che il pertugio diventi un arco di trionfo. 

I fatti sono noti, i soggetti anche. I componenti delle coppie di fatto, molte delle quali omosessuali, tra loro una marea silenziosa ma viva di liberali. Gente di destra. Il più delle volte da sempre.  Delusi dalla Cdl ma non al punto di saltare il fosso. Nei programmi della sinistra, infatti, non si parla di Pacs. Ora, però, l’Unione s’è inguaiata con le sue mani dandosi da sola addirittura un ultimatum: il 31 gennaio, data ultima (ma ancora ci credono in pochi!) per proporre una soluzione alla questione dei diritti civili che mancano. Proprio quelli per le coppie di fatto..

Una sola la differenza. Stavolta la destra all’appuntamento si presenta. Non unita ma neppure dilaniata. Dialogante. I presupposti per la bella figura c’erano. Fu proprio Fini il primo a sollevare la testa sui temi etici. Lo aveva fatto , sia pure a titolo personale, in occasione del referendum sulla fecondazione assistita dello scorso anno. Allora nel partito si aprì un confronto. Qualcosa che solo i veri conoscitori dell’anima profonda di Alleanza Nazionale hanno stimato come una febbre di crescita. In ogni caso hanno avuto ragione perché il percorso di Fini non si è fermato. Una volta di più e in senso assolutamente positivo la leadership ha esercitato tutto il suo peso, tanto da portare il partito ad approvare un documento, quando ancora An era forza di governo, nel quale si parlava di necessità di riconoscere anche “altre forme di convivenza”.

Tutto questo fino alle otto e mezzo di ieri sera, quando a Otto e mezzo di fronte al teocon Ferrara e alla comuinista Armeni, Fini dimostrava  il significato dell’espressione “destra liberale” lasciando tutti, la sinistra per prima, con un palmo di naso.

Si discuta di coppie di fatto, di diritti. Si includano anche le coppie omosessuali. Via la scimitarra dell’ideologia. Parole di presidente. Ce n’è abbastanza per lasciare sbigottiti i più e fare ingoiare un rospo alla sinistra che continua a bearsi di tenere viva la sua natura “di lotta e di governo”.

Stavolta l’appuntamento se lo sono dati da soli: il 31 gennaio. Non un minuto più tardi di quella data Palazzo Chigi, salvo perdere la faccia per l’ennesima volta, dovrà far ingoiare la sua soluzione anche alla Binetti, pronta ad esercitare l’arma del ricatto democratico a fianco all’Udc di Casini, puntando sui soliti vecchi trasversalismi. Tutto questo mentre, ad esempio, la Dc in ossequio alla storia del suo stesso nome, ha dato con il suo leader Rotondi una lezione di laicità a Pier Ferdinando Casini.

L’asse per i diritti e per le libertà, insomma, sta diventando larga e realmente laica. Forse è la volta buona e la nuova destra col suo leader Gianfranco Fini non vuole perdere il treno.

Berlusconi purtroppo tace e non crediamo sia casuale. Occorre dunque più che mai mostrare questo nuovo colto. Da una parte ci sono la libertà e l’innovazione che a destra devono continuare a far rima con identità e tradizione ma certo non con anacronismo e discriminazione.


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