pagina web di Daniele Priori

Articoli ed editoriali

Puntoacapo, luglio 2002

 

Er Piotta confessa la gioia di cantare per il popolo gay:"Gente allegra dentro"

 

"Pride è roba coatta!"

 

Piacciono i giovani volti della Gay Tv, successo per il concerto delle nuove icone, Paola e Chiara, guidate dall'amatissima Ambra Angiolini

 

Roma - "Cantare al Pride è bello perché c'è un tipo di persone vive, allegre e scalmanate che emanano colori fuori e dentro di loro>. Queste le parole che il famoso cantante romano Er Piotta, fenomeno del momento all'alba del nuovo millennio, ha rilasciato in esclusiva a Marino Punto a capo, dietro le quinte del concertone tenutosi alla Bocca della Verità a margine del riuscito Pride di Roma. Fenomeni di originalità i gay, come fenomeno di originalità fu il "Supercafone" due anni fa, al punto da diventare un film. Associazione singolare, non certo tipica, in un mondo di paillettes e visi curati come è quello omosessuale, ma che, tuttavia, ci piace fare, vista la bella presenza del Piotta nella piazza gay. Presenze, forse, cui i gay sono più abituati sono state quelle di Paola e Chiara, acclamatissime nuove icone, alle quali ha aperto la strada Ambra Angiolini, da sempre ai primi posti nella "gay parade", conduttrice della serata alla quale, tra gli altri, hanno preso parte anche i Velvet. Molto, tuttavia, sono piaciuti pure i volti sbarazzini, sia pure meno noti, dei nuovi "giornalisti" e conduttori in erba della neonata Gay Tv, il canale satellitare a tema, primo in Europa, che trasmette tutti i giorni da Milano. Applausi alla bellezza timida del giovane venticinquenne (ma ne dimostra meno) Alex, (nella foto) romano, conduttore delle classifiche musicali, seguitissime, nel canale gay. Veri e propri inseguimenti per lo spagnolo Pedro, sex symbol della Gay Tv. Tutti conoscevano il dato sul numero di prestazioni che Pedro avrebbe consumato con uomini differenti, oltre tremila, e molti, nello svolgimento del corteo, pare abbiano formulato un pensierino in tal senso, rimasto (almeno crediamo!) negli anfratti di un pomeriggio di festa, musica, sogni e libertà.



Puntoacapo, giu 2002

 

Pride 2002 - 18 volte no...rmali e la sinistra riconquista la piazza

 

Antifascsmo e riforma dello Statuto dei Lavoratori al centro del manifesto politico per il mese dell'orgoglio omosessuale di quest'anno.

 

In trentamila a Roma.Meno giovani delle ultime volte, stavolta a scendere sono stati i "duri".
 
Roma - Trentamila in piazza a Roma nel torrido pomeriggio di sabato 29 giugno per il Pride che ha consacrato nuovamente la sinistra come garante dei diritti degli omosessuali, partendo, tuttavia, da uno che riguarda tutti i lavoratori: quello sull'obbligo di reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa, sancito dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, tra i punti cardine, assieme all'antifascismo, del mese Pride 2002. A Padova l'8 giugno, a Milano il 22 (sede, tra l'altro, di un brutto episodio di violenza ai danni del consigliere regionale lombardo Reibman, dei radicali, aggredito due volte da estremisti di sinistra a causa del vessillo ebreo dallo stesso sventolato n.d.a.) e in seguito a Roma il 29 giugno, gli omosessuali, ma non solo loro, anche tanti etero, hanno sfilato fondamentalmente contro il governo del centrodestra. Bersagli preferiti di Luxuria dal carro del Mario Mieli, indiavolato letteralmente dalle maschere dei ballerini-demonietti, sono stati Berlusconi e Storace, propugnatore della legge per la famiglia per la quale l'onorevole Franco Grillini, leader Arcigay dei Ds, ha pronta una controtattica che si chiamerà Liff, Lega Italiana delle famiglie di fatto..
Trentamila per Roma e Milano, due successi, più di diecimila nella non facile realtà di Padova. Motivi per cantare vittoria, anche se, a pelle, l'edizione del 2002 è stata assai diversa dalle ultime due. Rispetto allo scorso anno, di assestamento dopo l'ubriacatura del World Pride 2000, in cui si videro in maniera sorprendente coppie giovanissime, anche di soli sedici anni, quest'anno sono scesi in piazza a chiedere normalità i "duri", perché, è inutile negarlo visti i temi, la battaglia che coinvolge anche il movimento gay è tutt'altro che da bambini. Al centro della parata romana, inoltre,anche le orrende uccisioni di omosessuali succedutesi con sempre maggiore frequenza negli ultimi anni. Episodi sui quali riflettere, senza dubbio, come si è rilfettuto durante il corteo che ha marciato da piazza Esedra alla Bocca della Verità, passando per via Cavour. Quasi due ore di cammino, a Roma, tra la simpatia di una città storicamente aperta alle istanze democratiche. Da segnalare, durante il corteo, il carro della università "La Sapienza", al quale va l'oscar dell'originalità per aver mischiato i tratti somatici di Che Guevara e Marylin Monroe, a testimonianza del fatto che un altro Pride è possibile. All'insegna della normalità di un bacio o di due mani semplicemente e teneramente unite, a prescindere dai loro sessi. L'inizio di una nuova stagione di diritti, quello cioè, che desiderano tutti gli omosessuali d'Italia. Il Pride è stato consumato, vedremo ora come si consumeranno le avvincenti battaglie annunciate, per le quali si profila un autunno davvero caldo, forse più degli oltre trenta gradi che mentre scriviamo, in un sabato di fine giugno, sciolgono queste righe di inchiostro.


articoli, editoriali

pagina web di Daniele Priori