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Puntoacapo,
luglio 2002
Er Piotta
confessa la gioia di cantare per il popolo gay:"Gente allegra
dentro"
"Pride è roba
coatta!"
Piacciono i
giovani volti della Gay Tv, successo per il concerto delle nuove
icone, Paola e Chiara, guidate dall'amatissima Ambra Angiolini
Roma - "Cantare
al Pride è bello perché c'è un tipo di persone vive, allegre e
scalmanate che emanano colori fuori e dentro di loro>. Queste le
parole che il famoso cantante romano Er Piotta, fenomeno del momento
all'alba del nuovo millennio, ha rilasciato in esclusiva a Marino
Punto a capo, dietro le quinte del concertone tenutosi alla Bocca
della Verità a margine del riuscito Pride di Roma. Fenomeni di
originalità i gay, come fenomeno di originalità fu il "Supercafone"
due anni fa, al punto da diventare un film. Associazione singolare,
non certo tipica, in un mondo di paillettes e visi curati come è
quello omosessuale, ma che, tuttavia, ci piace fare, vista la bella
presenza del Piotta nella piazza gay. Presenze, forse, cui i gay
sono più abituati sono state quelle di Paola e Chiara,
acclamatissime nuove icone, alle quali ha aperto la strada Ambra
Angiolini, da sempre ai primi posti nella "gay parade", conduttrice
della serata alla quale, tra gli altri, hanno preso parte anche i
Velvet. Molto, tuttavia, sono piaciuti pure i volti sbarazzini, sia
pure meno noti, dei nuovi "giornalisti" e conduttori in erba della
neonata Gay Tv, il canale satellitare a tema, primo in Europa, che
trasmette tutti i giorni da Milano. Applausi alla bellezza timida
del giovane venticinquenne (ma ne dimostra meno) Alex, (nella foto)
romano, conduttore delle classifiche musicali, seguitissime, nel
canale gay. Veri e propri inseguimenti per lo spagnolo Pedro, sex
symbol della Gay Tv. Tutti conoscevano il dato sul numero di
prestazioni che Pedro avrebbe consumato con uomini differenti, oltre
tremila, e molti, nello svolgimento del corteo, pare abbiano
formulato un pensierino in tal senso, rimasto (almeno crediamo!)
negli anfratti di un pomeriggio di festa, musica, sogni e libertà.
Puntoacapo, giu 2002
Pride 2002 -
18 volte no...rmali e la sinistra riconquista la piazza
Antifascsmo e riforma dello
Statuto dei Lavoratori al centro del manifesto politico per il mese
dell'orgoglio omosessuale di quest'anno.
In trentamila
a Roma.Meno giovani delle ultime volte, stavolta a scendere sono
stati i "duri".
Roma - Trentamila in piazza a Roma nel
torrido pomeriggio di sabato 29 giugno per il Pride che ha
consacrato nuovamente la sinistra come garante dei diritti degli
omosessuali, partendo, tuttavia, da uno che riguarda tutti i
lavoratori: quello sull'obbligo di reintegro in caso di
licenziamento senza giusta causa, sancito dall'articolo 18 dello
Statuto dei Lavoratori, tra i punti cardine, assieme
all'antifascismo, del mese Pride 2002. A Padova l'8 giugno, a Milano
il 22 (sede, tra l'altro, di un brutto episodio di violenza ai danni
del consigliere regionale lombardo Reibman, dei radicali, aggredito
due volte da estremisti di sinistra a causa del vessillo ebreo dallo
stesso sventolato n.d.a.) e in seguito a Roma il 29 giugno, gli
omosessuali, ma non solo loro, anche tanti etero, hanno sfilato
fondamentalmente contro il governo del centrodestra. Bersagli
preferiti di Luxuria dal carro del Mario Mieli, indiavolato
letteralmente dalle maschere dei ballerini-demonietti, sono stati
Berlusconi e Storace, propugnatore della legge per la famiglia per
la quale l'onorevole Franco Grillini, leader Arcigay dei Ds, ha
pronta una controtattica che si chiamerà Liff, Lega Italiana delle
famiglie di fatto..
Trentamila per Roma e Milano, due successi,
più di diecimila nella non facile realtà di Padova. Motivi per
cantare vittoria, anche se, a pelle, l'edizione del 2002 è stata
assai diversa dalle ultime due. Rispetto allo scorso anno, di
assestamento dopo l'ubriacatura del World Pride 2000, in cui si
videro in maniera sorprendente coppie giovanissime, anche di soli
sedici anni, quest'anno sono scesi in piazza a chiedere normalità i
"duri", perché, è inutile negarlo visti i temi, la battaglia che
coinvolge anche il movimento gay è tutt'altro che da bambini. Al
centro della parata romana, inoltre,anche le orrende uccisioni di
omosessuali succedutesi con sempre maggiore frequenza negli ultimi
anni. Episodi sui quali riflettere, senza dubbio, come si è
rilfettuto durante il corteo che ha marciato da piazza Esedra alla
Bocca della Verità, passando per via Cavour. Quasi due ore di
cammino, a Roma, tra la simpatia di una città storicamente aperta
alle istanze democratiche. Da segnalare, durante il corteo, il carro
della università "La Sapienza", al quale va l'oscar dell'originalità
per aver mischiato i tratti somatici di Che Guevara e Marylin Monroe,
a testimonianza del fatto che un altro Pride è possibile.
All'insegna della normalità di un bacio o di due mani semplicemente
e teneramente unite, a prescindere dai loro sessi. L'inizio di una
nuova stagione di diritti, quello cioè, che desiderano tutti gli
omosessuali d'Italia. Il Pride è stato consumato, vedremo ora come
si consumeranno le avvincenti battaglie annunciate, per le quali si
profila un autunno davvero caldo, forse più degli oltre trenta gradi
che mentre scriviamo, in un sabato di fine giugno, sciolgono queste
righe di inchiostro. |