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Attività politica

XX SETTEMBRE 2006, LA NECESSITA’ DI UNA NUOVA CONCILIAZIONE

 

            Scrivo questa lettera datandola e titolandola XX Settembre 2006 non a caso. Si tratta, infatti di un omaggio alla Storia ma anche di un computo sull’onda della strettissima attualità.

La scrivo io e non altri perché, quasi un anno fa, apprestandoci ad iniziare la campagna politica che ha portato la Casa delle Libertà a vincere a Marino con Adriano Palozzi sindaco, abbiamo aperto il primo e sinora unico club dei Riformatori Liberali nei Castelli Romani, identificandoci in quella costola radicale, guidata dall’onorevole Benedetto Della Vedova, che, non essendosi riconosciuta nel progetto radical-socialista della Rosa nel Pugno, assieme a una pattuglia di liberali già vicini a Forza Italia, ha dato vita a un nuovo movimento che, pur sposando la linea politica di un centrodestra unitario e coeso, andava comunque ad ampliare i margini della coalizione verso posizioni laiche e riformatrici, in alcuni casi propriamente radicali, fino ad allora meno rappresentate nelle formazioni di centrodestra tanto a livello parlamentare quanto territoriale.

In questo senso, non a caso, sento il dovere proprio nella data di oggi, simbolo di indipendenza per tutta l’Italia laica, di andare a tracciare il bilancio di un anno di attività politica sul territorio di Marino nonché dei primi cento giorni di amministrazione Palozzi.   

Partirò, però, da lontano, ovvero dalla ricorrenza storica intrisa nell’attualità.

Quello che ci apprestiamo a vivere e celebrare come ogni anno è un XX Settembre totalmente particolare. Il Santo Padre, Benedetto XVI è sotto un attacco del tutto inedito quanto violento e spaventoso, cui purtroppo univocamente ha dato vita il mondo musulmano: dalle più varie sigle terroristiche, alle diplomazie, senza escludere i grandi media pan-arabi come la tv Al Jazeera, considerata non a torto la Cnn d’Oriente. Tutto ciò desta in ognuno di noi forti preoccupazioni, soprattutto perché, paradossalmente, proprio in questi giorni in cui si ricorda la Breccia di Porta Pia del 1870, Al Qaeda ne minaccia un’altra quanto mai allarmante che vorrebbe imporre le bandiere musulmane sui pennoni di Roma e distruggere i simboli della nostra fede, prima fra tutti la basilica di San Pietro, cuore della cultura occidentale cristiana.

Per tutti questi motivi crediamo che mai come quest’anno il XX Settembre debba essere vissuto come punto d’incontro tra la cultura laica secolare e la cultura laica cristiana successivamente manifestatasi in nome delle medesime radici culturali e del cammino necessariamente comune che l’occidente dovrà affrontare contro i nuovi nemici della nostra civiltà: perché nessuna nuova breccia debba consumarsi sul terreno di Roma, rivelatasi nel tempo capitale di pace e conciliazione tra popoli e culture.

Detto ciò, vale la pena scendere anche nella storia marinese che pure ha vissuto quella data come un vero e proprio spartiacque. Da feudo pontificio, infatti, la nostra città diventava uno dei simboli, davvero tra i più infuocati, del laicismo più spinto. E’ stata, infatti, proprio la memoria storica e popolare dei nostri avi a consegnarci immagini di una Marino popolata da veri e propri incendiari di marca repubblicana, mazziniani della prima ora che, senza dubbio, risentivano ancora degli echi della Repubblica Romana (1849). Erano quelli gli anni, che si protrassero fino ai primi decenni del Novecento, in cui all’abate parroco della basilica collegiata di San Barnaba Apostolo si contrapponeva addirittura un antiparroco.  Decenni, insomma, di scontro frontale. Reazione di un popolo che si liberava dal ruolo, non sempre facile, di provincia papalina.

Tutto ciò finché il Fascismo, che in provincia presentò un volto forse ancora più bieco e prepotente, non mise a tacere persino gli odi e gli antichi fervori ideologici. Poi vi fu la Seconda Guerra Mondiale a dire la sua, distruggendo la città e mietendo, nel solo bombardamento del 2 febbraio 1944, oltre quattrocento vittime.

Da quegli eventi tragici, però, va detto, iniziò a fiorire la vera conciliazione marinese, grazie soprattutto a due personaggi che nel secondo dopoguerra furono davvero indimenticabili per Marino: il primo fu un cattolico in odore di santità: Zaccaria Negroni che proprio negli anni dell’occupazione tedesca prese per mano la città, riunendola attorno a sé. Tra i fondatori di Azione Cattolica e della sua rivista L’Aspirante, Zaccaria divenne l’interprete e la voce di tutti i marinesi. Puntò, senza retorica, su ciò che univa gli animi. Negli anni della guerra ad unire era la necessità di sfamare se stessi ma soprattutto i più piccoli oltre a dover salvare la pelle. Più di una testimonianza, tra le quali quella del nipote, il giornalista Franco Negroni da poco scomparso, autore della dolcissima biografia dello zio dal titolo L’Ingegner Sorriso, ci racconta di un Zaccaria che non abbandonò mai Marino, neppure nei giorni della distruzione.

Finita la guerra, poi, ci fu da ricostruire e Zaccaria Negroni, primo sindaco dopo la Liberazione, prese con sé gli ingegni e i giovani migliori e gettò le fondamenta di quella che divenne, per alcuni decenni, la migliore stagione di democrazia, politica e sviluppo per la città. Quindi Zaccaria trovò il suo erede che però, si noti la grandezza dell’uomo e del politico (ma verrebbe da dire del Marinese) non apparteneva neppure al suo stesso partito, che era la Democrazia Cristiana, bensì si trattava di un giovanissimo socialista, Giulio Santarelli che appena venticinquenne ascese a Palazzo Colonna come successore designato da Zaccaria Negroni in persona.

Successivamente Santarelli, che portò la notorietà di Marino nel mondo a livelli mai più raggiunti, divenne uno tra gli uomini più vicini a Bettino Craxi negli anni entusiasmanti che videro nascere il socialismo riformista italiano.

E, tornando così alla nuova concezione che intendiamo dare al XX Settembre, è proprio da queste radici: quelle di un cattolicesimo popolare, democratico e aperto al dialogo, quelle del socialismo riformista che oggi, senza ipocrisie, si può a buona ragione definire craxiano oltre che sulle numerose istanze di marca liberale e laica ospitate attualmente nel piccolo grande fronte che va da Forza Italia al Partito Repubblicano, con nel mezzo l’anima radicale e libertaria rappresentata dai Riformatori Liberali, che si dovrà ripartire per fare in modo che questo XX Settembre 2006 sia in ambito nazionale simbolo di una nuova concordia e nell’ambito marinese, nei cento giorni della seconda Amministrazione di centrodestra, il cardine storico, politico e umano dal quale ripartire nell’azione riformatrice e modernizzatrice  di cui tanto la città di Marino quanto l’Italia intera necessitano.

                                                                                                       

Saluti cordiali

Daniele Priori

Presidente Club Riformatori Liberali

Città di Marino

 

20 set 06


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