Attività politica
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Riformatori Liberali – Città di Marino
QUALE CENTRODESTRA…
Sollevare serenamente la coperta sui temi etici non può essere definito aberrante. La Cdl deve guardare le molteplici lezioni che giungono dalle destre di tutto il resto dell’Europa occidentale e moderna
Il direttivo del Club Riformatori Liberali – Città di Marino interviene con la presente nota sul dibattito attorno al centrodestra marinese nato sulle colonne di Cinque Giorni a partire dal fondo dell’editore Francesco Strangio, pubblicato in data 12 gennaio 2007 e proseguito nel numero di sabato con la risposta firmata dalla Casa delle Libertà di Marino e dal giornalista Christian Poccia bollata come una caduta di stile da parte dello stesso centrodestra marinese. Come gruppo componente a tutti gli effetti della Casa delle Libertà rappresentati tanto a livello nazionale quanto a Marino nell’ambito del centrodestra, rivendichiamo il 90% dell’intervento che la Cdl ha voluto inviare a Cinque Giorni in risposta al fondo dell’editore. Su un punto in particolare, però, ci troviamo in disaccordo e, dopo un dibattito interno al direttivo, abbiamo sentito la necessità politica di intervenire, sollevando – lo sappiamo bene - un coperchio, quello dei temi etici che, nonostante la buona volontà manifestata da molti esponenti nazionali, in prima fila il presidente di An, Gianfranco Fini, continua a turbare gli animi di una buona parte di quel “popolo delle libertà” così ampio e variegato, riunitosi sabato 2 dicembre a piazza San Giovanni. E’ evidente e personalmente ha avuto modo di sottolinearlo a ridosso della manifestazione stessa il presidente Daniele Priori con un articolo pubblicato sul Secolo d’Italia che se da un lato l’entusiasmo e i sentimenti di quella “massa” sono la forza viva dell’area di centrodestra in Italia, dall’altro va riconosciuto che, tra tutte le bandiere presenti in piazza, c’erano anche quelle arancioni, poche ma ben visibili, di noi che orgogliosamente e necessariamente nel centrodestra (perché non possiamo né intendiamo andare altrove!) rivendichiamo la nostra identità radicale di Riformatori Liberali. Due aggettivi che a nostro giudizio sono e devono essere parte, fin nei meandri aggrovigliati dell’ideologia, di un centrodestra realmente moderno. Un centrodestra che, però – e veniamo alla risposta firmata dalla Casa delle Libertà di Marino – non può fare di tutta l’erba un fascio, mettere là, nel mezzo, temi scottanti e sentiti anche nel centrodestra come i diritti delle cosiddette coppie di fatto piuttosto che l’origine e il compimento della vita umana. Si tratta, in questo caso, di una operazione maldestra, miope e politicamente poco redditizia. Se è vero, infatti, e non ci stancheremo di dirlo, che tutta l’Europa, guidata anche da moderati come il popolare spagnolo Aznar, ha già aperto senza alcuna paura (che all’estero pare semplicemente ridicola!) ai diritti di quelle persone che non vogliono o non possono contrarre matrimonio, il dibattito è ormai parte in campo anche nel centrodestra italiano. Val la pena, infatti, ricordare che al di là dell’aggettivo aberrante che ci pare davvero assai fuoriluogo, oltre al gruppo radicale che rappresentiamo a Marino, nel centrodestra, in Forza Italia ma anche in An, si sono espressi a favore del riconoscimento dei diritti per le coppie di fatto (che poi li si chiami Pacs o Peppino poco importa…) moltissimi personaggi di spicco: da Antonio Martino, tessera numero 2 di Forza Italia, allo storico liberale Alfredo Biondi anch’egli in Forza Italia, dal consigliere vicinissimo a Berlusconi, Dario Rivolta, deputato di Forza Italia e già uomo Fininvest, in Forza Italia dalla primissima ora e autore nella scorsa legislatura di una proposta di legge sui Pacs, firmata da ben cinquanta deputati della Casa delle Libertà, calendarizzata in commissione Giustizia e riproposta sempre da Rivolta anche in questa legislatura, fino all’onorevolina dolce ma rampante Chiara Moroni di Forza Italia, già esponente del Nuovo Psi, figlia del compianto Sergio Moroni che del Psi fu vicesegretario nell’era Craxi. Passando ad An, tralasciando sulle ben note aperture del presidente Fini, delle quali sempre il nostro presidente Daniele Priori ha avuto personalmente modo di scrivere, in maniera peraltro assolutamente benaccetta per non dire propiziata sulle colonne del Secolo d’Italia, quotidiano del partito, si è espressa a favore dei Pacs anche l’avvocato Giulia Buongiorno, una delle new entry nel partito di destra che credo non casualmente il presidente Fini ha inteso mettere al secondo posto nella lista per la Camera dei deputati del Lazio. Andando avanti si potrebbero citare anche altre clamorose aperture sul tema da parte di Storace, sempre in An, ma addirittura di Umberto Bossi, recentissima, e del segretario della Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi che manifestando di tenere assai di più rispetto ai cugini separati dell’Udc alla storia di un partito che fu laicissimo come la Democrazia Cristiana non ha avuto paura a sollevare la coperta. Sul tema Pacs, per inciso, all’estero hanno legiferato rispettivamente: la Francia quando ancora era in atto l’asse monocolore gollista, di destra, tra l’Eliseo e il governo. Un Pacs, quello francese, che ora prevede anche la cosiddetta parentalità tra i contraenti. In Spagna, come dicevamo, prima di Zapatero con la sua riforma del diritto di famiglia, intervenne Aznar che fece approvare le unioni civili, qualcosa di più rispetto al Pacs stesso. Quello che ora, infatti, propone non un eversivo ma il leader della destra francese, grande amico di Gianfranco Fini, Nicolas Sarkozy che nel suo programma di governo ha inserito serenamente le unioni civili senza adozioni per le coppie omosessuali. In Germania la democristiana Merkel prima di sottoscrivere la Grosse Koalition ha concorso alle elezioni avendo come alleati i Gialli, ovvero il Partito Liberale guidato dall’enfant prodige della politica tedesca, Guido Westerwelle, leader poco più che trentenne, gay dichiarato, che con il suo carisma ha portato i Liberali al 10%. In Olanda è stato un vero fenomeno popolare quanto tragico per la sua triste fine il sociologo Pym Fortuyn che, omosessuale dichiarato, portò la destra olandese al governo, senza di lui, purtroppo, perché ammazzato prima da un fanatico ambientalista. Quel Pym Fortuyn che assieme al regista e suo grande amico, Theo Van Gogh, ucciso pure lui, ha sollevato un’altra coperta cara alla destra europea, quello dell’identità occidentale, parlando chiaramente del fallimento del multiculturalismo. Ci siamo volutamente rifatti a numerosi esempi di destre europee e liberali, come di destra e liberale deve essere la Casa delle Libertà, federata o in un partito unitario che sia. Una coalizione che deve aprire gli occhi. Piazza San Giovanni, infatti, non può bastare. E l’Italia, così come Marino, non possono rappresentare l’isola infelice tra tutti i centrodestra dell’Europa occidentale e moderna. L’impegno per dare un’anima libertaria a questa coalizione, da parte nostra dichiarato chiaramente in un manifesto politico firmato da moltissimi cittadini nello scorso autunno e presente sul nostro sito www.riformatoriliberali.org, prosegue e si invererà quindi nell’unica direzione possibile. Senza che ci paia davvero per nulla aberrante e con la speranza di poter continuare a dialogare in maniera civile di tutto con tutti, prioritariamente con i nostri alleati. Nel rispetto delle idee di ciascuno e delle legittimità, laddove vi sono, come ad esempio c’era e non è stata infatti discussa, nella decisione, pure crudele ma appunto pienamente legittima, della Curia Romana che ha voluto negare al già condannato in vita Piergiorgio Welby persino il rito sacramentale della pietà cristiana post mortem. Una scelta triste che purtuttavia deve essere rispettata perché attinente alle regole del culto, quindi di piena pertinenza ecclesiastica. Si tratta dei fondamenti della laicità che in Italia però devono essere continuamente ricordati. Allo stesso modo, dunque, e per la stessa legittimità che ha avuto la Chiesa nel non concedere i funerali religiosi a Welby, noi non sentiamo il dovere di inchinarci alle parole di nessuno né la necessità di ottenere patenti di moralità in quelle che sono, a ovvia ragione, libertà civili di cittadini italiani che devono trovare una risposta legislativa. Continueremo per questo a dire la nostra all’interno della Casa delle Libertà.. Anche questa, infatti, ci pare politica e davvero nientaffatto aberrante.
Club Riformatori Liberali - Città di Marino Il Direttivo
25 gen 07 |