pagina web di Daniele Priori


Diario di un mostro

omaggio insolito a Dario Bellezza

 

testimonianze di Massimo Consoli raccolte e curate da Daniele Priori

con interventi di Alessandro Cecchi Paone, Antonio Debenedetti, Gaetano Dimatteo,

Dacia Maraini, Elio Pecora, Riccardo Peloso, Enzo Siciliano, Antonio Veneziani.

 

La nostra storia ha come protagonista Dario Bellezza, il poeta che Pasolini, nel 1971, identificò come “il migliore della nuova generazione” e oggi giace nel cimitero acattolico di Roma, dimenticato dai lettori e sconosciuto ai più giovani.

Dario Bellezza muore il 31 marzo del 1996 di Aids. Esattamente dieci anni fa.

Tra gli ultimi esponenti della cosiddetta “società letteraria” romana, Bellezza fu tra i primi artisti dichiaratamente omosessuali a schierarsi apertamente al fianco dell’allora nascente movimento di liberazione gay italiano. Un movimento che a Roma prendeva vita grazie all’ingegno di un coraggioso ventenne: Massimo Consoli. Da qui comincia

la nostra avventura: dall’amicizia nata tra Bellezza e Consoli, divenuta poi l’amicizia di tutta una vita.

Tra queste giovani vite sono passati Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Amelia Rosselli, Dacia Maraini, Alberto Moravia, Elio Pecora, Antonio Veneziani: i letterati di una Roma che non c’è più.

Con Consoli a far da guida dolce-amara, ma sempre ironica, abbiamo ripercorso quasi un trentennio con i suoi fatti principali: dal ’68 alla morte di Pasolini, dai teatrini degli happening poetici di fine Anni’70 all’avvento delle tv commerciali con i suoi talk show, dall’arrivo dell’Aids fino alla morte del poeta Bellezza. Con lui muore anche un po’ della poesia o almeno un certo modo di viverla.

Diario di un mostro vuole essere anzitutto una riscoperta umana, quindi artistica di un grande poeta ingiustamente relegato nell’oblio. Mostro di incoerenza e di ironia. Mostro alla latina, da monstrum che significa fenomeno.

Mostro come gli assolutismi veteroidealistici, rivoluzionari, di un’epoca tornata in discussione di cui vale la pena celebrarne le vittorie, come pure analizzarne i fallimenti. Tutto mediato dal lato umano, con annesse vicende ed emozioni più intime di due vite spericolate. Emozioni di un poeta che ha fatto stagione e che artisticamente va riscoperto

o meglio, va fatto riscoprire a chi vorrà tornare ad innamorarsene. Proprio come si fa con i poeti. E Bellezza certamente lo è stato. Un grande poeta.

 

DanielePriori è nato nel 1982. Collabora col quotidiano L’Indipendente. Cura le pubbliche relazioni di agenzie consorziate con la Camera di Commercio di Roma specializzate in internazionalizzazione. Ha esordito con il racconto lungo Ama e fa’ ciò che vuoi.

Nel 2005 ha pubblicato il racconto L’ultima Genesi nell’antologia Men on men 4

edita da Mondadori.

 

Diario di un Mostro - Anemone Purpurea editrice - pag. 160 + inserto fotografico di 8 Pag. - 14 euro


Per ordinarne una copia: info@anemonepurpurea.it


Dal sito   www.vibrissebollettino.net

14.10.06

Dario Bellezza, un poeta dimenticato

di Bartolomeo Di Monaco

[tutte le "letture" di Bartolomeo Di Monaco]

Oggi, alle ore 18, a Lucca, presso la Libreria Baroni, l’Associazione culturale “Cesare Viviani” ha voluto ricordare, nel decennale della morte, Dario Bellezza. A parlare del poeta sono stati i giornalisti Christian Poccia e Daniele Priori.
Non vi nascondo che mi sono sentito in colpa per aver trascurato da anni la poesia. Oggi il ritmo della vita è così irruento e assurdo che il più delle volte la nostra esistenza si carica di rinunce incomprensibili. Così è stato per me.
Daniele Priori, a quattro mani con
Massimo Consoli, ha curato la pubblicazione del libro, di cui vedete la copertina, intitolato Diario di un mostro, uscito nel marzo di quest’anno per i tipi della romana Anemone purpurea editrice.

Dario Bellezza è un poeta dimenticato. Già in vita si è cercato di emarginarlo, nonostante il suo valore, riconosciuto e difeso da Pier Paolo Pasolini.
Scriveva di notte, al ritorno dai suoi pellegrinaggi dentro la promiscua periferia romana. Di giorno scaricava la tristezza attraverso la sua vena satirica e ironica. Riferisce Daniele Priori, che mi ha colpito per l’entusiasmo con il quale, andando in giro per l’Italia, cerca di non far cadere il poeta nell’oblio: “Racconta Massimo [Massimo Consoli, nda]: ‘Ultimamente mi ha chiamato Adele Cambria [...] e mi ha ricordato un’usanza di Dario davvero comica. Di quando si metteva a rimorchiare in finestra perché non aveva voglia di uscire. Adele sentiva da casa sua. Onestamente il più delle volte i ragazzi venivano da soli ma se non si faceva vivo nessuno lui iniziava, affacciato al balconcino che dava su via dei Pettinari, e col suo solito stile richiamava l’attenzione: ‘Chérie, vieni!’ ”
Durante l’incontro sono state lette alcune poesie da Marco Vignolo Gargini, due delle quali desidero riportare qui, come mio personale saluto al poeta:

MORTE SEGRETA

Ora alla fine della tregua
tutto s’è adempiuto; vecchiaia
chiama morte e so che gioventù
è un lontano ricordo. Così
senza speranza di sapere mai
cosa stato sarei più che poeta
se non m’avesse tanta morte
dentro occluso e divorato, da me
prendo infernale commiato.

MADRE, PER QUANTO GLI ALTRI POETI

Madre, per quanto gli altri poeti
ti hanno esaltato e onorato io,
degenere figlio, non ti assolvo.

Nella impura angoscia di sapermi
figlio da te generato a questa brutale
diversità, piango la tua solenne
maternità.

Non c'è quasi mai stata dolcezza, amore,
carezze di madre, ma solo il rimprovero
di essere nato, l'odio feroce della mia
carne, del mio misterioso sesso, in te:
una sacra avventura era cominciata
per me, per prima da te misconosciuta,-
che mi avresti voluto mediocre e sposato
infantilmente innamorato di una moglie
che fosse la tua cara nuora, l'immagine
sbiadita di te, gelosa, per i miei figli
che non avrò mai.
Mi rifiuto, madre, di crescere al mondo
orrendo dei padri e delle madri -
consumo il mio peccato, l'ingenuo
guardare il mondo come fosse sempre
la prima volta, non rifiutato,
in solitudine.

Quanto ho sofferto nel contemplare
da ragazzo la vita che violenta scorreva
anche nella mia assenza piena
di presentimenti scoraggiati di trasformarsi
in una qualsiasi presenza, salutare;
un modo nuovo di esistenza!

Guardavo ovunque i miei coetanei
andare insieme, nelle indomenicate sere
col ciuffo al vento, l'aria spavalda,
di chi possiede, e nel possedere è posseduto;
fiero che questo possesso sia condiviso
e capito con un solo sguardo dal compagno
da me solo avuto in sogno,
nel pianto astruso della ragione.

E il cugino, il cugino che vidi
allontanarsi allora, ragazzino, impedito
dalla vostra cieca paura moralistica
a frequentarmi, e divenuto ora
la mia bestia nera, il mostro sanguinario
che vuole fare giustizia di me?

Ma allora non mi eri di conforto!

Ora questo risentimento che non sa
perdonarsi di essere tale, così acre
e volgare, mi fa paura, si vendica
contro di te che godevi a vedermi
solo, alle finestre, piangere tutte
le mie lacrime.

Madre, non tornerà più giovinezza
l'età più breve, l'unica della vita
che si possa ricordare con piacere!

Non c'è viso, nella dolorosa memoria,
che venga a consolare le mie
tetre notti, al tavolo di lavoro,
al tavolo delle mie disperate insonnie.

Non c'è che l'arida solitudine,
lo sgomento di sapermi, unico
su tutta la faccia della terra, diverso:
che non ama, non riamato, la madre -
o forse il contrario, non so, sono ingiusto?

Ricordi, madre
i capelli lunghi?
Era tutto in onore tuo.
Non ti preoccupavi neppure del mio corpo
magro, asciutto, di giovinetto cresciuto
troppo in fretta, come in genere fanno
amorose tutte le madri. Solo eri capace
di rimproverarmi per le lenzuola
macchiate di acerbo, meraviglioso seme!

E ora so che voglio solo morire.
Al mondo rifiuto ogni amore,
ogni tentativo di riscatto,
di redenzione in un affetto
e se amato tento di riamare
è solo la mia voglia sciagurata
di annientamento che si fa avanti,
immutata, a trasformare il rapporto
in un inferno in cui è meglio morire.

Madre che mi hai ucciso prima di
espellermi dal tuo arido ventre
di quanto amore, privandone me,
hai privato l'innocente mondo!

Madre perchè mi mettesti al mondo?


pagina web di Daniele Priori